Con i Patrocini di:
L'Associazione Culturale Letteraria Editoriale Unicorn organizza:
La decima Edizione del Concorso Letterario Internazionale per Poesia e Narrativa inedita “LAGUNANDO”
2026
X EDIZIONE
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PRIMO PREMIO
"Rosso Melanconia"
si configura come un romanzo storico-psicologico di alto profilo letterario. L'autore affronta il delicato e doloroso tema della reclusione manicomiale con una penna pudica ma tagliente, capace di trasformare il grigiore del disagio mentale in una straziante e poetica dichiarazione d'umanità. Le figure dei reclusi sono delineate con una dignità e un rispetto rari, fungendo da specchio per le ipocrisie e le rigidità morali della società borghese degli anni Cinquanta. Una scrittura densa, viscerale e sorretta da un'eccellente perizia descrittiva.
"Ottave d'inverno"
è un romanzo psicologico e drammatico di straordinario spessore letterario e umano. L'autore esplora i territori impervi e spesso innominabili della malattia mentale, del lutto e del trauma con una delicatezza e una precisione chirurgica rari. Attraverso una prosa densa e viscerale, il testo scardina l'indifferenza sociale per mostrare come la salvezza e la rinascita interiore passino inevitabilmente attraverso la condivisione del dolore e la rottura del silenzio. Un'opera matura, dolorosa, illuminata da una profonda sensibilità e dotata di un impianto narrativo ed emotivo impeccabile.
"Corridoi bianchi"
è un'opera autobiografica potente, coraggiosa e di straordinaria necessità letteraria ed etica. L'autrice riesce nel difficilissimo intento di narrare il disturbo alimentare dall'interno della sua logica distruttiva, senza mai scadere nel pietismo o nella retorica consolatoria. Il testo si configura come un autentico percorso di svelamento e di rivendicazione della propria identità e dignità, dove la scrittura diventa l'unico strumento capace di rompere il giogo del silenzio e del senso di colpa. Un'opera matura, dolorosa e illuminata da una fortissima fame di vita.
Terzo premio ex aequo
"Il ragioniere di Colcerver"
si configura come un notevole romanzo di narrativa sociale e di rinascita esistenziale. L'opera si distacca dai cliché del genere grazie a uno sguardo disincantato, talvolta aspro ma profondamente umano, sulle nevrosi e sulle derive culturali dell'Italia a cavallo del nuovo millennio (dall'analfabetismo di ritorno al consumismo sfrenato). Il romanzo evita sapientemente le trappole del bucolismo ingenuo: la montagna di Zoldo è un avamposto di resistenza dove gli orti storici cedono il passo ai gazebo dei turisti, rendendo la scelta di Ettore, Deborah e Giacinto un autentico atto di guerriglia etica e civile. Una scrittura densa, matura e ricca di sguardi poetici sul paesaggio interiore ed esteriore
Terzo premio ex aequo
PRIMO PREMIO
Cronache di Terralia - L'Eletto (Atto I)"
È un'opera di epic fantasy marziale classica e rigorosa, che si distingue per l'estrema cura dei dettagli e la ricchezza delle sue componenti coreografiche e filosofiche. L'autore costruisce un protagonista carismatico, diviso tra la micidiale freddezza del guerriero d'élite e un profondo, umano bisogno di appartenenza e identità. L'eccellente gestione delle scene di combattimento - mai fini a se stesse ma sempre legate alla dimostrazione pratica delle diverse filosofie marziali - rende la lettura dinamica e visivamente appagante. Una solida base per una saga di ampio respiro.
PRIMO PREMIO
Le mie mani
Una donna osserva le proprie mani e, attraverso esse, ripercorre l’intera sua vita: l’infanzia segnata da violenze psicologiche e fisiche nell’asilo delle suore, l’adolescenza del riscatto conquistato lavorando per comprarsi il primo vestito, l’età adulta ferita dalla violenza domestica e dall’invidia sul lavoro, la rinascita attraverso il volontariato e la cura degli anziani, fino alla riconciliazione con la madre ormai fragile. Le mani diventano simbolo di dolore, resistenza, dignità e amore: strumenti che hanno subìto, protetto, lavorato, curato e infine imparato a donare tenerezza anche a sé stessa. È uno dei testi più intensi, maturi e letterariamente potenti dell’intera raccolta. È un racconto che scava, che non ha paura di mostrare ferite profonde, ma che sa trasformarle in luce. La scelta simbolica delle mani è magistrale, e la scrittura è di livello altissimo. Un testo che resta addosso. Intensità emotiva, voce narrante potentissima, immagini memorabili. Lunghezza e densità rischiano di sovraccaricare il lettore.
Appunti da un tempo che non aveva istruzioni
Un uomo sta per compiere cinquant’anni. La giornata scorre tra messaggi, ricordi, routine domestiche, telefonate inattese e una cena di famiglia. Niente di straordinario accade, e proprio in questo “niente” si rivela tutto: la memoria della madre, la fragilità del padre, la distanza dei figli, la solidità della moglie, il ritorno improvviso di una voce dal passato. Il protagonista scopre che i cinquant’anni non sono un traguardo, ma una stanza: una soglia dove non si reinventa nulla, ma si impara finalmente a vedere ciò che c’è.
Racconto maturo, intenso, magistrale. Il testo sprigiona profondità emotiva, precisione stilistica, capacità di rendere universale un’esperienza personale. Un testo che non cerca effetti, ma li ottiene. Che non cerca lacrime, ma le sfiora. Che non cerca filosofia, ma la trova nella vita di tutti i giorni. Voce narrante fortissima, moderna, ironica e profondamente umana; ritmo impeccabile. Molto introspettivo: chi cerca azione o trama rischia di sentirlo statico.
Una musica per gli angeli
In una notte di Natale, Mauro Sarti, giovane medico in viaggio a Parigi, incontra un clochard che suona un violino malandato sotto i portici di Place des Vosges. L’uomo, Claude Bisson, un tempo celebre musicista, vive ora nell’indifferenza della città. Tra i due nasce una strana amicizia fatta di silenzi, cibo condiviso, dignità ferita e musica che sembra venire da un altro mondo. In una notte speciale, Bisson suona “per gli Angeli”, donando al giovane il suo violino e una frase enigmatica: «Domani è un altro tempo». All’alba, Mauro scopre che il clochard è morto, vegliato solo dal suo cane. Resta la musica: l’unica cosa che non muore.
E' uno dei racconti maturi capace di sprigionare una forza emotiva rara, una costruzione scenica impeccabile, una capacità di evocare atmosfere che ricorda certi racconti francesi del secondo Novecento. La figura del violinista è memorabile: fragile, nobile, perduta, luminosa. Il finale è da vero narratore: asciutto, inevitabile, senza retorica. Atmosfera magistrale, Parigi diventa un personaggio; il clochard è indimenticabile.
Alcune parti sono molto lunghe e rallentano la lettura.
PRIMO PREMIO
"L’abbaino delle storie dimenticate"
Durante la Seconda Guerra Mondiale il nonno del narratore fugge sui tetti per evitare l’arresto dei repubblichini. Attraverso un abbaino misterioso entra in un luogo sospeso nel tempo: l’abbaino delle storie dimenticate, dove vivono le memorie di persone comuni e figure storiche che hanno lasciato un segno, ma non sono entrate nei libri. Guidato da un colonnello morto anni prima, il nonno incontra partigiani, impiraresse, maestri, garibaldini, donne della rivoluzione del 1848 e molte altre anime che raccontano le loro vicende. Attraversa infine il “salone dell’oblio”, un mare di voci e storie che si sovrappongono, prima di tornare alla realtà. Il racconto diventa una riflessione profonda sul valore della memoria, sulla dignità delle vite comuni e sulla fragilità del ricordo. Un racconto di grande respiro, ricco di storia, memoria e umanità. La capacità di intrecciare vicende personali, episodi storici e una dimensione quasi metafisica è notevole. La scrittura è matura, evocativa, capace di creare un mondo complesso e affascinante. Il testo si distingue per originalità, profondità emotiva e qualità letteraria. Costruzione del mondo, coralità, atmosfera. Ricchezza di personaggi che può disorientare.
"La chiamata della Maddalena"
Una donna affronta un viaggio fisico e spirituale verso Marsiglia e la Provenza insieme alle amiche Angela e Margarita, guidate dalla chiamata di Maria Maddalena. Il racconto intreccia il pellegrinaggio con la storia della sua malattia, l’intervento chirurgico, le visioni, gli “angeli accompagnatori”, le vite precedenti e un profondo cammino interiore. Tra meditazioni, rituali, foreste sacre, grotte nascoste e incontri simbolici, la protagonista attraversa il dolore, il vuoto, la guarigione e la rinascita. Il viaggio diventa un rito di passaggio: un ritorno a sé stessa, alla propria anima, alla propria forza femminile. Un testo intenso, personale, profondamente spirituale. È il racconto più autobiografico dei cinque, quello che più si avvicina a un diario di trasformazione. Ricco di immagini, emozioni, simboli, rituali, è un’opera che parla di guarigione, sacro femminile, cammino interiore e rinascita, intimo e vibrante, autenticità e profondità emotiva. Struttura meno narrativa, più diaristica.
"Forte come un velo"
Un racconto di altissima qualità narrativa, poetico, struggente, costruito con una sensibilità rara. La metafora del merletto è potente e perfettamente integrata nella trama. La scrittura è elegante, intensa, visiva. Il finale è commovente e memorabile. Simbolismo potentissimo; immagini visive splendide; struttura impeccabile; forte emozione. Qualche eccesso poetico; personaggi secondari meno sviluppati.
"La riunione: cronaca di un conflitto interiore"
Un uomo, oppresso da depressione, ansia e senso di colpa, si ritrova in una sala misteriosa durante una notte insonne. Qui si svolge una “Riunione Straordinaria dell’Apparato Psichico”, dove Io, Es e Super-io - incarnati in tre figure umane - discutono animatamente del suo passato, dei suoi traumi e del conflitto che lo tormenta. Attraverso filmati che mostrano momenti cruciali della sua vita (la morte del nonno, le liti familiari, la solitudine della madre durante la gravidanza), il protagonista assiste alla ricostruzione delle radici del suo dolore. La riunione diventa un viaggio dentro sé stesso, un tentativo di trovare equilibrio tra istinto, morale e identità. Un racconto psicologico di grande intensità, scritto con maturità, profondità e una notevole capacità evocativa. L’idea di trasformare la psiche in una riunione formale è brillante e permette di esplorare temi complessi con una struttura narrativa potente. La qualità letteraria è molto alta: questo testo si distingue per originalità, densità emotiva e precisione stilistica. Struttura magistrale, dialoghi potentissimi. Densità emotiva che richiede attenzione costante.
"Non eravamo prostitute"
Il racconto è la testimonianza di una ferita familiare e sociale che non si rimargina, ma che trova voce attraverso la memoria. È un racconto di altissimo livello, emotivamente devastante e narrativamente impeccabile. La capacità di fondere la storia privata con la tragedia collettiva delle Magdalene Laundries è straordinaria. La lettera è uno dei momenti più forti dell’intera raccolta: cruda, sincera, senza retorica. Il personaggio di Bridget è costruito con finezza: cresce, comprende, si ribella, custodisce. Un testo che resta addosso. Devastante, potentissimo, emotivamente travolgente; struttura impeccabile, voce narrante credibile e profonda. La crudezza (necessaria) può risultare quasi insostenibile per alcuni lettori.
PRIMO PREMIO
"Canto per il poeta di Lio Grando".
Canto per il poeta di Lio Grando è un omaggio che diventa specchio: un incontro che si fa rivelazione, un paesaggio che diventa anima. In queste pagine la laguna respira, la memoria vibra, la parola si fa carezza e ferita. È un canto lungo, profondo, che celebra la bellezza fragile dell’essere umano. È il testo più maturo, il più completo, il più ricco. Un ritratto poetico che diventa autoritratto, un canto lagunare che unisce biografia, mito, natura, memoria, perdita. È un testo che ha “peso”, che mostra una mano sicura e una voce piena.
Testo elegante, introspettivo, con una forte coerenza interna e un linguaggio ricercato, equilibrato e universalmente leggibile.
Una poesia intensa, melodica, emotiva, che parla direttamente al lettore. Meno innovativa, ma più immediata.
PRIMO PREMIO
"Melidissa"
è un capolavoro di poesia civile, identitaria e territoriale. È un poema della Piave, della Livenza, della Melidissa, della lingua che muore, della memoria che resiste. È una silloge che unisce storia, geografia, antropologia, spiritualità, denuncia, lirica, dialetto. È una delle opere più convincenti tra quelle presentate.
PRIMO PREMIO
"Di noi resterà il fumo dei ricordi, le ceneri di Gaza, l’eco della memoria, tracotanza"
è un corpus poetico di altissimo livello. La scrittura è intensa, elegante, potente, capace di unire amore, tragedia, filosofia e denuncia civile con una maturità rara. Ogni testo è un mondo: dalla poesia d’amore che sfiora l’eternità, alla denuncia della guerra, all’elegia del padre, alla meditazione sull’illusione dell’essere eterni, fino alla condanna della tracotanza come radice del male. La musicalità è ricca, la composizione è complessa, lo stile è raffinato e incisivo. Nel complesso, l'Opera è uno dei vertici dell’intero corpus poetico del concorso, un’opera che mostra una voce poetica pienamente consapevole e capace di affrontare temi universali con profondità e bellezza.
"Azzurro ora, i tuoi occhi, sirena, sogno"
è un corpus poetico di grande qualità, caratterizzato da una scrittura luminosa, sensoriale e ricca di immagini. La musicalità è costante, la composizione è varia e lo stile è raffinato. I testi più riusciti sono I tuoi occhi, per la sua forza lirica, e Sogno, per la complessità emotiva e simbolica. Nel complesso è un’opera poetica solida, intensa e profondamente evocativa.
È una delle opere più forti della raccolta: complessa, elegante, profonda. La capacità di fondere Venezia, la memoria familiare e la perdita materna in un’unica voce poetica è segno di grande maturità espressiva. Il testo ha una qualità letteraria alta, da concorso, con una densità emotiva che non scade mai nel patetico. La lingua è ricca ma controllata, la visione è ampia, la sensibilità è autentica.
AUTORI SELEZIONATI DALLA GIURIA 2026
(Poesia e Narrativa)
le cui Opere verranno inserite nelle varie antologie
Congratulazioni a tutti!
Ada Antiga
Alessandra Costantini
Alessia Marchetto
Angelo Carrubba
Anita Menegozzo
Anna Maria Longo
Anna Maria Napolitano
Anna Di Narda
Annalisa Paccagnella
Arianna Tagliapietra
Bruno Pasetto
Carla Barison
Carlo Marasciulo
Caterina Borella
Chiara Lisa Piazzon
Cristina Lora
Cristina Toninato
Daniele Orla
Dante Carraro
Elena Sironi
Emanuele Rossi
Filippo Bottegal
Franca Prosperi
Francesca Ballarin
Francesca Bevilacqua
Gianni Busato
Giorgio Mareso
Giovanni Dainese
Ginevra Bordon
Giulia Andrea Pansera
Giuseppe Giannotti
Laura Calderini
Lidia Marcazzan
Loredana Losi
Lorenzo Ratisti
Luca Scantamburlo
Lucia Piccinini
Luigi Pierdomenico
Manuela Muffato
Marcello Colasuonno
Marco Bernardinis
Marco Oreste Marelli
Marco Riefolo
Maria Pia Zacchi
Marianna Massari
Mariateresa Zanella
Marta Reder
Massimo Vezzaro
Matteo Falleri
Maurizio Mazzoleni
Mauro Galvagno
Michela Zennaro
Michele Casetta
Michele Zanetti
Mirjana Bernes
Monica Savio
Paola Matarese
Pierpaolo Fiore
Rajna Nogarova
Roberto Ghidorsi
Roberto Pinarello
Rosangela Panuccio
Rossella Rossi
Ruggero Dittadi
Sabrina Cosso
Sergio Bosso
Silvana Pantano
Silvano Visintin
Silvia Pagliarani
Silvia Righetto
Simone Bonato
Simonetta Cancian
Stefano Catena
Violetta Pertile
Vittorio Di Ruocco
Alessandro Cardona
Alina Marcovei
Andrea Trappetti
Angelica Padovini
Arianna Placidi
Elena Macovei
Elisabetta Maroni
Emma Bianchi
Emma Guerriero
Erika Fiorelli
Ettore Stocco
Gianmarco Silvestrini
Ginevra Fantini
Jacopo Galli
Jessica Tosti
Mario Franco
Martin Barnocchi
Noemi Chiocchi
Riccardo Paolini
Rosalia Soloni
Sara Stramaccioni
Simona Bruni
Sofia Santoni
OSPITI
Alessandro Cardona
Alina Marcovei
Andrea Trappetti
Angelica Padovini
Arianna Placidi
Elena Macovei
Elisabetta Maroni
Emma Bianchi
Emma Guerriero
Erika Fiorelli
Ettore Stocco
Gianmarco Silvestrini
Ginevra Fantini
Jacopo Galli
Jessica Tosti
Mario Franco
Martin Barnocchi
Noemi Chiocchi
Riccardo Paolini
Rosalia Soloni
Sara Stramaccioni
Simona Bruni
IL GRANDE ROVERE
di
Michele Zanetti
Romanzo vincitore della IX edizione
A Natale in rete e nelle librerie convenzionate
EDIZIONI PRECEDENTI
Il Concorso internazionale "LAGUNANDO" è un progetto di:
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ELENCO COMPLETO DEGLI AUTORI PRESENTI SULLE ANTOLOGIE DEI VARI CONCORSI
E LE LORO PAGINE PERSONALI
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Amalia Fundarò | ||
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Marcella Farina Marco Benvenuti Lucchetta Maria Luisa Bonino | Mirta Lazzarini | ||
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